"...terra sitibonda ove il sole si fa vino"
Dante Alighieri
Terra di sassi e sole, la Puglia da sempre coltiva la vite. Qui, nella provincia di Foggia, tra gli scavi dell'antiva Herdonia restano tracce di antiche anfore vinarie interrate nel macellum, il mercato sulla via Appia che da Roma portava a Taranto. Le prime notizie precise sui vitigni coltivati risalgono al '600 e parlano del Nero di Troia e delle sue probabili origini spagnole. L'era moderna dell'enologia Dauna ha inizio nei primi anni dell'ottocento, periodo in cui la ricca nobiltà terriera scopre nel vino una fonte di ricchezza grazie alle esportazioni nei mercati stranieri. In pochi anni furono costruite decine di cantine grandi e piccole ed il Tavoliere delle Puglie divenne famoso come la Cantina d'Italia. I vitigni in voga nell'ottocento sono gli stessi usati oggi nella viticoltura di qualità: Nero di Troia, Negroamaro, Montepulciano e Bombino nelle varianti bianco o nero.